Altri contenuti - Prevenzione della corruzione

Piano triennale della prevenzione della corruzione dell’ARDISS

Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza

Relazione del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza

Whistleblowing

Il whistleblower è il soggetto che rileva un illecito o un'irregolarità sul luogo di lavoro, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, e decide di segnalarlo a una persona o un'autorità che possa agire efficacemente al riguardo. Egli svolge in questo frangente un ruolo di interesse pubblico in quanto, pur rischiando personalmente atti di ritorsione a causa della segnalazione, porta a conoscenza problemi o pericoli all'ente di appartenenza o alla comunità. Con il termine whistleblowing si intende l’attività di regolamentazione delle procedure volte a incentivare e proteggere tali segnalazioni, con lo scopo di proteggere il dipendente che effettua la denuncia da sanzioni, licenziamento, misure discriminatorie e identità del soggetto stesso.

Una prima disciplina della materia può essere rinvenuta nel D. Lgs 165/2001 dove l’art. 54-bis, rubricato “Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti”, dispone al comma 1: “Fuori dei casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, il pubblico dipendente che denuncia all'autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia”.

Nell'ambito del procedimento disciplinare, l'identità del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato.

L'adozione di misure discriminatorie è segnalata al dipartimento della funzione pubblica, per i provvedimenti di competenza, dall'interessato o dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell'amministrazione nella quale le stesse sono state poste in essere.

La denuncia del dipendente è sottratta all'accesso previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.

La Giunta regionale nella seduta del 20 giugno 2014 con la delibera n. 1134 ha approvato la procedura per la segnalazione di presunti illeciti e irregolarità, contenuta nell' Allegato 1.

La segnalazione può essere presentata:

-        tramite PEC, all’indirizzo ardiss@certregione.fvg.it

-        tramite posta elettronica, all’indirizzo lydia.alessioverni@regione.fvg.it

-        tramite posta ordinaria, indirizzata al Responsabile della trasparenza, dott. ssa Lydia Alessio - Vernì. In tal caso, affinché sia tutelata la riservatezza, la segnalazione deve essere inserita in una busta chiusa con la dicitura “riservata personale”, recante il seguente indirizzo: Responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione dell’Ardiss, Salita M. Valerio 3 - 34127 Trieste.

La segnalazione viene protocollata e custodita con modalità tecniche tali da garantire la massima riservatezza del segnalante.

ALLEGATI

Modulo Whistleblowing.doc.doc (56 KB)

Ultimo aggiornamento 12.04.2019