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Altri contenuti - Prevenzione della corruzione



Piano triennale della prevenzione della corruzione dell’ARDISS

Il Piano triennale della prevenzione della corruzione dell'ARDISS viene approvato dalla Giunta regionale, su proposta del Responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione, in conformità alle indicazioni della legge n. 190/2012 e del Piano nazionale anticorruzione ed é integrato con il Programma triennale per la trasparenza e l'integrità.


ALLEGATI
Testo integrale della Delibera n 2048-2014[0.1].pdf (70.9 KB)
Allegato 1 alla Delibera 2048-2014[0.1].pdf (518 KB)
Testo integrale della Delibera n 2348-2015.pdf (81.2 KB)
Allegato 1 alla Delibera 2348-2015.pdf (426.6 KB)
Testo integrale della Delibera n 423-2016.pdf (78 KB)
Allegato 1 alla Delibera 423-2016.pdf (355.1 KB)


Relazione del Responsabile della prevenzione della corruzione

La Relazione annuale, prevista dall’art. 1, comma 14, della legge n. 190/2012 e dal Piano Nazionale Anticorruzione (paragrafo 3.1.1), offre il rendiconto sull’efficacia delle misure di prevenzione definite dal Piano triennale di prevenzione della corruzione.


ALLEGATI
Relazione annuale 2015 RPC.xls (46.5 KB)
Relazione annuale 2014 RPC.xls (70.5 KB)


Whistleblowing

Il whistleblower è il soggetto che rileva un illecito o un'irregolarità sul luogo di lavoro, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, e decide di segnalarlo a una persona o un'autorità che possa agire efficacemente al riguardo. Egli svolge in questo frangente un ruolo di interesse pubblico in quanto, pur rischiando personalmente atti di ritorsione a causa della segnalazione, porta a conoscenza problemi o pericoli all'ente di appartenenza o alla comunità. Con il termine whistleblowing si intende l’attività di regolamentazione delle procedure volte a incentivare e proteggere tali segnalazioni, con lo scopo di proteggere il dipendente che effettua la denuncia da sanzioni, licenziamento, misure discriminatorie e identità del soggetto stesso.

Una prima disciplina della materia può essere rinvenuta nel D. Lgs 165/2001 dove l’art. 54-bis, rubricato “Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti”, dispone al comma 1: “Fuori dei casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, il pubblico dipendente che denuncia all'autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia”.

Nell'ambito del procedimento disciplinare, l'identità del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato.

L'adozione di misure discriminatorie è segnalata al dipartimento della funzione pubblica, per i provvedimenti di competenza, dall'interessato o dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell'amministrazione nella quale le stesse sono state poste in essere.

La denuncia del dipendente è sottratta all'accesso previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.

La Giunta regionale nella seduta del 20 giugno 2014 con la delibera n. 1134 ha approvato la procedura per la segnalazione di presunti illeciti e irregolarità, contenuta nell' Allegato 1.

La segnalazione può essere presentata:

-        tramite PEC, all’indirizzo ardiss@certregione.fvg.it

-        tramite posta elettronica, all’indirizzo cinzia.cuscela@regione.fvg.it

-        tramite posta ordinaria, indirizzata al Responsabile della trasparenza, dott. ssa Cinzia Cuscela. In tal caso, affinché sia tutelata la riservatezza, la segnalazione deve essere inserita in una busta chiusa con la dicitura “riservata personale”, recante il seguente indirizzo: Responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione dell’Ardiss, Salita M. Valerio 3 - 34127 Trieste.

La segnalazione viene protocollata e custodita con modalità tecniche tali da garantire la massima riservatezza del segnalante.


ALLEGATI
modulo whistleblowing ARDISS.doc (56 KB)